L'Impolitica su un piatto d'argento.

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27 ott 2008

Tremonti: schiaffo morale e culturale a D'Alema

"Per ora, se mai, il problema è salvare il mercato con lo Stato". Scoprire che queste parole sono uscita dalla bocca di Giulio Tremonti (si suppone un economista non marxista) fa un pò strano. Massimo D’Alema aveva improvvidamente ironizzato sulla sua analisi del collasso della finanza globale infilando un acido «seppure in bocca a Tremonti, Carlo Marx resta Carlo Marx»?
Alla festa del Pdl a Milano Tremonti mette il carico: "Il problema non è chi ha letto Marx, ma chi non lo ha capito. Peggio: chi lo ha tradito senza aver neanche capito che lo tradiva". (dopo averletto questa frase mi stava scappando l'applauso. Ma Tremonti e sempre Tremonti, quello della finanza creativa che ha lasciato un buco nelle casse dello stato rotondo come la montatura dei suoi improponibili occhiali. Resta da fare una considerazione (e mi permetto) sulla prima dichiarazione di Tremonti. Dire che il mercato deve essere salvato dallo stato equivale a fare in questo caso 1+1: lo salveranno a spese dei lavoratori. E di chi sennò?
Magari qualcuno tornasse a dire che il mercato va regolato dallo stato! (c'erano una volta i comunisti...)

Moore come Moretti: "Obama dì qualcosa di Sinistra"

Moore striglia il partito democratico con sembrano riportare alla memoria la celbre scena del film di Nanni Moretti dopo la sconfitta del centrosinistra nel 2001: "D’Alema, dicci qualcosa di sinistra". Ciò che più indebolisce Barack Obama, dagli ultimi sondaggi, è il calo di sostegno fra i democratici: solo il 74 per cento è pronto a votarlo con un calo del 12 per cento fra i liberal dell’ala sinistra del partito che non hanno gradito le svolte moderate su nozze gay, ritiro dall’Iraq e pena di morte. «Si pensava che i conservatori fossero il problema di McCain invece lo seguono più di quanto fanno i liberal con Obama» riassume Zogby, avvalorando la tesi di Moore.
Qui l'inizio o sommario.
Sarà ancora una volta così? Progressismo e Nuovismo in campagna elettorale e poi (la scusa sarà buona, c'è la crisi) trasformazione in statista responsabile che per il principio "L'america e gli americani non possono abbassare il proprio standard economico di vita" rifilerà agli americani altri cinque anni di rovine?
Speriamo di no. Qui lo dico e qui lo nego. Speriamo che in questi cinque anni, con la probabile vittoria di Obama, l'america non sia "costretta" a mettere a ferro e fuoco zone strategiche del mondo per mantenere vivo il sogno americano.
ps. Ma secondo voi Powell e tutti gli altri "pentiti conservatori" appoggiano Obama perchè ci credono o perchè tentano al volo di salire sul carro dei vincitori?E qui la fine del post.

24 ott 2008

25 Ottobre. Veltroni gasa i suoi: "portate le bandiere rosse, anzi no quelle verdi, ma anche quelle arancioni. Ok vada per il foulard rosa shocking."

Domani è il 25 ottobre. Ma soprattuto è sabato e il popolo "democratico" scenderà in piazza a manifestare contro il nano malefico, la ministra Gelmini ma anche per "proporre una nuova fase di dialogo con la maggioranza per fare insieme le riforme". Puff!!! Vedi tu ora se Veltroni mi ci fa capire qualcosa. Anche lui poverello è confuso. Stando agli ultimi sondaggi che interrogano il popolo "democratico" con chi costruire alleanze, beh..immaginate un pò che cosa ne viene fuori? Allora seguitemi bene. I "democratici" gradirebbero al 53% un accordo SOLO con DiPietro; al secondo posto (50%) per gradimento si piazza l'alleanza con DiPietro e L'ex Sinistra Arcobaleno e solo al quarto posto l'alleanza (a cui tanto aspira Veltroni) con l'UDC di Casini. La sparata di andersene da soli è gradita da un residuale 18%. Praticamente Veltroni, D'Alema e la signora delle pulizie del loft della sede del PD di Roma.
VELTRONI HAI CAPITO? Domani al comizio finale lo sappiamo tutti che gliene dirai quattro. Ma sarebbe ora che come capo del partito più grande dell'opposioni cominci a DIALOGARE anche con quelli che ti stanno più vicino. Se è il caso a tutti i costi.