L'Impolitica su un piatto d'argento.

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28 nov 2008

Biscotti alla liposuzione

Tratto da Libero News. Chi pensa di averle già viste e sentite tutte si dovrà ricredere. Un'organizzazione olandese ricicla grasso proveniente da liposuzioni per produrre biscotti e altre derrate alimentari da destinare ai Paesi in via di sviluppo. Ci mancava soltanto il commento di un'utente.... che puntualmente arriva: «Io e mia sorella riusciamo a vivere con il loro grasso». E non siamo mica in un reality che, nonostante il nome, è soltanto un gioco. Sul sito internet dell'Irfak si spiega che l'azienda «ricicla grasso umano e lo trasforma in alimenti che si esportano nel terzo mondo». Uno di prodotti venduti, spiega Mieke Smits, fondatrice dell'Irfak «è sigillato ermeticamente per essere distribuito anche in situazioni estreme» come guerre e carestie, ed è fatto di grasso umano, di zuccheri e di vitamine aggiunte.

Non solo: per incrementare il bacino dei potenziali "donatori", l'azienda organizza riffe particolari e al vincitore va una liposuzione gratis. In un'intervista concessa a una televisione locale olandese, la L1Tv, si vede la signora Smits che mostra una borsa contenente «il grasso del primo vincitore della promozione». Per coronare il tutto non poteva mancare sul sito la lettera di ringraziamento din una sedicente cliente etiope che si dichiara particolarmente grata: «Quando mi hanno raccontato che il cibo che mi consentiva di andare avanti era fatto di grasso umano ho sorriso: ho pensato che in Occidente la gente aveva mangiato così tanto che mia sorella ed io riuscivamo a vivere con il loro grasso in eccesso».Qui l'inizio o sommario. E qui la fine del post.

25 nov 2008

Spegniamo la Tv. Appello dei pediatri

Staccare la spina, in senso letterale. Riporre il telecomando almeno per un giornata. L'appello arriva dalla Società Italiana di Pediatria, che lancia in collaborazione con Repubblica.it la campagna "un giorno senza televisione". Per sensibilizzare le famiglie ai rischi nascosti legati a quello che troppo spesso appare come un innocuo passatempo per bambini e ragazzi. E per invitarle a impiegare almeno 24 ore in modo "rivoluzionario". Qualche idea? Parlare, giocare, leggere, fare una passeggiata con i propri figli, portarli al parco. Le alternative possono essere tante e vi invitiamo a raccontarcele sul nostro forum.
Dagli ultimi rilevamenti della Sip relativi al secondo quadrimestre 2008, su Italia 1 - la rete più vista da bambini ed adolescenti - la media oraria di spot è risultata essere 47,6 ogni ora, con una percentuale di pubblicità pari al 26,29% del tempo totale di trasmissione. Non cambia granché neppure per Canale 5, altra rete molto seguita dai piccoli, con risultati sostanzialmente allineati.

L'overdose televisiva influisce in modo negativo non solo sui comportamenti alimentari - si mangia di più e meno bene accoccolati sul divano davanti a cartoni e telefilm - ma anche su quelli sociali per il tipo di messaggi e modelli proposti. Un'indagine sull'adolescenza condotta dalla Sip per il 2007 - i nuovi dati relativi al 2008 verranno presentati il 2 dicembre - indicano con chiarezza che chi guarda di più la tv (oltre 3 ore al giorno) è anche più influenzato dalla pubblicità (92,2% contro l'80,9% di chi la guarda per meno di un'ora al giorno); tende a mangiare più merendine (25,8% contro il 15,2%) e risulta maggiormente predisposto alla violenza (54,9% contro 37,6%).

Allora la spegniamo sta tv o no?