
Anche quelli che per partito preso, antipatia, disfattismo o anticorfomismo hanno deprecato Zapatero e lo zapaterismo e oggi diffidano del nuovismo di Obama (gli riesce meglio di Veltroni, diciamolo) sono stati, in fondo in fondo, zapateristi ieri e barackiani oggi. Noi italiani, figli di un centrosinitra, nipote del cugino del fratello di un Dio minore, restiamo orfanelli. Ci resta il tifo. Ieri per Zapatero e oggi per Obama. In attesa di un cataclisma messianico che illumini molti dei nostri dirigenti e che li porti via con sè, in un posto sicuro, da dove è difficile, impossibile, tornare indietro. Noi stiamo qui a tifare Zapatero, che almeno vince (due volte) e Obama che speriamo...non perda.