Nel nuovo programma di governo, presentato dal nuovo presidente del consiglio Mario Monti, fra le manovre fiscali indirizzate al taglio del debito pubblico dal 2012 resta controverso il capitolo che riguarda le pensioni.
Secondo il premier infatti è ora di “svecchiare” l’attuale metodo che, sebbene sia sostenibile, presenta però delle disparità “fra generazioni, categorie ed aree di privilegi” che necessitano quindi un intervento.
La novità introdotta dal nuovo governo sarebbe quindi l’adozione per tutte le pensioni del metodo contributivo nella forma pro-rata, cioè in base ai contributi che verranno versati dall’1 gennaio 2012 e non più in base alle buste paga.
Le pensioni di anzianità però non spariranno improvvisamente ma verranno abolite gradualmente con incentivi e disincentivi a seconda dell’età del pensionamento, che pare sarà dai 63 ad i 70 anni: chi va in pensione più tardi riceverà dei premi, mentre chi andrà in pensione prima sarà penalizzato. Sarà inoltre introdotta l’eliminazione delle aree di privilegio, come quelle riservate ai fondi speciali, ed attraverso la nascita del super-inps saranno riorganizzati anche gli enti previdenziali.
