Riforma Gelmini: TESTO INTEGRALE E MOTIVI DI PROTESTA
Ecco a voi il Testo integrale della Riforma Gelmini. Tutti i motivi della protesta li ho aggiunto al sesto commento di questo post, Lo pubblico per dovere civile e di cronaca.
Consapevole che questa riforma sarà approvata e sarà l'ennesima vergogna italica.
Consapevole che questa riforma sarà approvata e sarà l'ennesima vergogna italica.
Decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137
“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008
Art. 1.Cittadinanza e Costituzione
1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 2.Valutazione del comportamento degli studenti
1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento e’ espressa in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonche’ eventuali modalità applicative del presente articolo.
Art. 3.Valutazione del rendimento scolastico degli studenti
1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e’ espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.
2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e’ espressa in decimi.
3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
4. L’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e’ abrogato e all’articolo 177 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:a) i commi 2, 5, 6 e 7, sono abrogati; b) al comma 3, dopo le parole: «Per la valutazione» sono inseritele seguenti: «, espressa in decimi,»; c) al comma 4, le parole: «giudizi analitici e la valutazione sul» sono sostituite dalle seguenti: «voti conseguiti e il»; d) l’applicazione dei commi 1 e 8 dello stesso articolo 177 resta sospesa fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5; e) e’ altresì abrogata ogni altra disposizione incompatibile con<> la valutazione del rendimento scolastico mediante l’attribuzione di voto numerico espresso in decimi.
5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.
Art. 4.Insegnante unico nella scuola primaria
1. Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 e’ ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all’articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
Art. 5.Adozione dei libri di testo
1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente scolastico vigila affinche’ le delibere del collegio dei docenti concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Art. 6.Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria
1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 7.Sostituzione dell’articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal seguente:
«433. Al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superino il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato.».
Art. 8.Norme finali
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008
Art. 1.Cittadinanza e Costituzione
1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 2.Valutazione del comportamento degli studenti
1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento e’ espressa in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonche’ eventuali modalità applicative del presente articolo.
Art. 3.Valutazione del rendimento scolastico degli studenti
1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e’ espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.
2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e’ espressa in decimi.
3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
4. L’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e’ abrogato e all’articolo 177 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:a) i commi 2, 5, 6 e 7, sono abrogati; b) al comma 3, dopo le parole: «Per la valutazione» sono inseritele seguenti: «, espressa in decimi,»; c) al comma 4, le parole: «giudizi analitici e la valutazione sul» sono sostituite dalle seguenti: «voti conseguiti e il»; d) l’applicazione dei commi 1 e 8 dello stesso articolo 177 resta sospesa fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5; e) e’ altresì abrogata ogni altra disposizione incompatibile con<> la valutazione del rendimento scolastico mediante l’attribuzione di voto numerico espresso in decimi.
5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.
Art. 4.Insegnante unico nella scuola primaria
1. Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 e’ ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all’articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
Art. 5.Adozione dei libri di testo
1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente scolastico vigila affinche’ le delibere del collegio dei docenti concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Art. 6.Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria
1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 7.Sostituzione dell’articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal seguente:
«433. Al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superino il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato.».
Art. 8.Norme finali
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.



34 commenti:
se questo è il testo perchè si protesta?
dovresti modificare il titolo del' intervento, in quanto errato. La legge 133 è una legge di bilancio e non riguarda l'ex decreto 137, ormai legge
tutto qua?
gg
sto dando un'occhiata alla legge 133
si fa tanto parlare/gridare della scuola ma nessuno parla della reintroduzione del nucleare(art 7 comma d)
nesssuno protesta, nessuno si ricoda di un certo referendum popolare??
che gente strana che siamo!
ma esiste qualcosa che integra questo decreto?
perchè letto cosi sembra abbastanza scarno e privo di concetti a tal punto da scatenare la protesta di tutti!!!mah
Tutti i motivi della protesta contro la legge gelmini possono essere riassunti così...
Sulla mozione della Lega per classi di bambini stranieri: ''Non è razzismo ma un problema didattico''
Risposta: il programma per il supporto ai bambini di lingua straniera è già stato approvato e finanziato dal precedente governo.(vedi qui) Quindi, se si vuole separare bambini stranieri da bambini italiani, la ragione non è certo didattica. Persino esponenti del PDL sono contrari, tanto che A. Mussolini ha scritto una lettera al Ministro Gelmini per spiegarle in cosa consiste l'integrazione a scuola.
Gelmini: ''Molti di coloro che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento''
R. Proprio perchè lo hanno letto scendono in piazza, altrimenti sarebbero rimasti a casa a votare i sondaggi sulla fiducia nel ministro.
Gelmini: Ingiustificate le manifestazioni di università e scuole superiori: ''La riforma non li tocca minimamente''
R.Li tocca eccome. Tagli alla ricerca, 46% di tagli alle spese di gestione delle università, trasformazione delle Università in fondazioni, blocco del turnover nelle assunzioni, licenziamento dei precari.
Gelmini: "Il maestro unico come causa di licenziamenti? ''Nel pubblico impiego non è possibile''
R.Il maestro unico taglierà 87.000 insegnanti più personale ATA e Amministrativo fino ad arrivare a 200.000 unità, altrimenti perchè nel piano programmatico si direbbe"...con i risparmi effettuati dalla diminuzione dei docenti e la riduzione delle ore...?"Gli insegnanti precari che verranno tagliati sono precari anche da vent'anni. Ci sono persone che a cinquant'anni si ritroveranno senza nulla in mano. Per quello che riguarda gli insegnanti di ruolo in sovrannumero si farà fare loro un corso di formazione per essere impiegati in altri ambiti. Dovranno cambiare lavoro.
Gelmini: Il dito è puntato contro la sinistra, rea di aver fatto ''disinformazione e creato un allarmismo nel Paese che non ha ragion d'essere''.
La "sinistra" , ovvero l'opposizione, sperava di poter discutere la riforma in parlamento. Ponendo la Fiducia sul DDL, si è espropriato il Parlamento delle sue funzioni. E' il mondo della scuola, del precariato, la società civile che si ribella a questo modus operandi, non la sinistra in sè stessa.
Gelmini: ''Sta dicendo (la sinistra ndr) che verrà meno il tempo pieno e gli aggiuntivi, ovvero informatica e inglese, e questa è una grande bugia. Non saranno toccati; anzi, nella scuola media passeremo da tre ore d'inglese a cinque ore di lingua straniera''. Potenziato lo studio delle lingue, ma potenziato anche il tempo pieno che nessuno ha la volontà di ridurre.
R: il Piano Programmatico parla chiaro: Scuola materna: un solo insegnante, accorpamento classi (quindi bambini dai 2 ai cinque anni insieme in classi più numerose), limitazione dell'orario della didattica solo al mattino. (ovvero 25 ore settimanali). " Tenendo conto dell'esigenza delle famiglie" è scritto nel Piano Programmatico immediatamente dopo. Cosa vuol dire? Che qualcuno provvederà a tenere i bambini anche di pomeriggio? E chi, se la maestra può lavorare solo al mattino? E a carico di chi sarà questo servizio? Il ministro non lo dice in nessun documento.
Informatica e inglese
L'inglese verrà insegnato da insegnanti non specialisti (quelli verranno licenziati) che seguiranno un corso di 150 ore. Come si fa a dire che migliorerà la didattica? Informatica dovrà essere sacrificata o verrà fatta a spese di qualche altra materia. In 24 ore, come si fanno a fare tutte le materie meglio che in 30 o in 40 ore? La musica non viene menzionata dal ministro ma pare che le Maestre Uniche dovranno insegnare anche quella.
Lingue alle medie
Attualmente alle medie si fanno 3 ore di inglese e due di una seconda lingua a scelta. Dove sarebbe il potenziamento? Nel fare comunque 5 ore di lingue? O il Ministro non sa fare i conti o ha avuto informazioni sbagliate.
Tempo pieno
Per "Tempo pieno" si intende il numero di ore dedicate alla didattica. Il Piano Programmatico dice chiaramente che le ore dedicate alla didattica verranno diminuite alla scuola materna-alle elementari-alle medie e al liceo. Il testo del DDL 137 dice anche che alle elementari sarà possibile richiedere un tempo scuola di 27 o 30 ore, che sarà accordato "se ci saranno le risorse necessarie" . Ecco, quindi che in questa ultima frase è racchiuso tutto l'equivoco. Non è certo. Inoltre, che qualità avranno le ore di scuola fatte nel pomeriggio? CHi le gestirà? Chi le pagherà? Tutto ciò non viene spiegato neppure nel Documento Programmatico. Senza contare che oggi il Tempo Pieno è di 40 ore.
Ecco l'articolo con le dichiarazioni del ministro Gelmini
Il ministro a 'Panorama del giorno': ''Molti di coloro che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento''. Ingiustificate le manifestazioni di università e scuole superiori: ''La riforma non li tocca minimamente''. Il maestro unico come causa di licenziamenti? ''Nel pubblico impiego non è possibile''.
Roma, 17 ott. (Adnkronos/Ign) - Mentre nelle piazze e nelle scuole di tutta Italia si susseguono le proteste contro la sua riforma, a 'Panorama del giorno' il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini confessa di non capire il perché di queste manifestazioni. ''Le ragioni della protesta francamente non le comprendo e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento''.
Quello che colpisce il ministro è soprattutto la partecipazione di università e scuole secondarie, a suo dire non ''toccate minimamente'' dal provvedimento che ''riguarda prevalentemente la scuola elementare e media''. Il dito è puntato contro la sinistra, rea di aver fatto ''disinformazione e creato un allarmismo nel Paese che non ha ragion d'essere''. ''Sta dicendo che verrà meno il tempo pieno e gli aggiuntivi, ovvero informatica e inglese, e questa - accusa la Gelmini - è una grande bugia. Non saranno toccati; anzi, nella scuola media passeremo da tre ore d'inglese a cinque ore di lingua straniera''. Potenziato lo studio delle lingue, ma potenziato anche il tempo pieno che, assicura il ministro, nessuno ha la volontà di ridurre.
''Le famiglie non hanno nulla da temere dal provvedimento'' e a chi legge la scelta del maestro unico come causa di licenziamenti, la Gelmini ribatte che ''nel pubblico impiego non si possono licenziare le persone''. ''Chi parla degli 87mila taglia dice una cosa non vera - spiega il ministro - e soprattutto non precisa che oggi gli occupati nella scuola sono un milione e 300mila: se il governo non intervenisse contenendo la spesa da un milione e 300mila si passerebbe a un milione e 400mila. Chi protesta ci dica dove trovare i soldi per occupare altre centomila persone nella scuola, purtroppo non è possibile''.
Ma a 'Panorama del giorno' il ministro dell'Istruzione non difende solo la sua riforma. Gelmini si schiera anche a difesa della mozione della Lega sulla creazione di classi per i bambini stranieri, spiegando che ''non si tratta di un problema di razzismo ma di un problema didattico''. ''E' un dato di fatto che per come oggi la scuola è organizzata non riesce ad assolvere al meglio ad una funzione importante: quella di integrare gli alunni immigrati. Ogni genitore che ha un figlio nelle classi elementari di questo Paese - aggiunge - sa che ci sono problematiche legate all'inserimento dei bimbi stranieri nelle classi perché molti non conoscono l'italiano. Se vogliamo accogliere in maniera adeguata i bambini stranieri è giusto investire delle risorse perché possano conoscere la lingua italiana e quindi integrarsi al meglio''
Ho letto e riletto il testo e non ci trovo niente di particolarmente inquietante tanto da darsi bastonate in piazza Navona o fare cortei!!!!
Potrebbe qualcuno indicarmi esattamente il punto nel decreto in cui si dice "Tagli alla ricerca, 46% di tagli alle spese di gestione delle università, trasformazione delle Università in fondazioni, blocco del turnover nelle assunzioni, licenziamento dei precari." Forse rientra nella finanziaria? Quindi perché gli studenti degli istituti superiori scendono in piazza contro la Gelmini per questo?
Inoltre la questione dei bambini stranieri non è prevista nel decreto, quindi perché gli studenti in piazza sollevano il problema?
Il decreto riguarda solo la scuola primaria, non tocca le medie o i licei, né le ore di lezione delle istituzioni secondarie, solo i voti in decimi e il voto in condotta!!!
Inglese e Religione sempre alle primarie saranno comunque insegnate da maestri che non sono il maestro unico.
Ma chi protesta ha letto che non ci saranno licenziamenti?
Io voglio mandare mio figlio in una scuola in cui ci siano insegnanti motivati e stimolati a fare sempre meglio, e trovo che sia una giusta pretesa nei riguardi di una scuola pubblica.
Ognuno a diritto di esprimere il proprio pensiero, ma non condivido le manifestazioni di questi giorni perché sono infondate. Ogni studente ha il diritto e il dovere di studiare e di formarsi, quindi poche chiacchere e tornate sui libri!!!
Finalmente dopo tanto parlare mi sono preso la briga di leggere il testo integrale del decreto gelmini....peppe genchi nel decreto non cè traccia di tutte le tue considerazioni..mi spaventa davvero come si possa muovere un tale casino senza neanche avere letto il decreto che anzi è snello e di facile comprensione..peppe tu giudichi su interviste e sentito dire ma non hai toccato nemmeno una virgola del decreto...forse neanche tu l'hai letto?
io sono una studentessa di medicina, dunque potrete bene immaginare la mia agitazione in questo momento veramente buio per l'italia tutta, ma volevo dire che quello che mi sconforta di piú sono i commenti postati sopra...
che tristezza!! ancora una volta l'italia é prima nella classifica della disinformazione del suo popolo
per il commento #7 ..sono sicuro allora che tutti i rettori universitari, i professori (non i baroni) i ricercatori, gli studenti universitari, i medi sono un manipolo di decelebrati e manipolati tutti dalla sinsitra.
In effetti tutti i tagli che pure si evincono chiaramente dai dati riportati fanno sperare in una scuola migliore.
qui non si parla di tagli. RAZIONALIZZAZIONE.
razionalizzare è ben diverso.
ho letto il testo integrale del decreto gelmini, il fatto è questo:
politicizzazione dei mass media.(giornali pilotati,interviste pilotate.) conosco un unico documento "vergine", il testo del decreto. LEGGETELO!! prima di scendere in piazza e sollevare polveroni, pensate a studiaaaa.
universitaria
Gentile Studentessa di Medicina di cui sopra, Le indico nuovamente l'unico articolo del decreto che riguarda la sua facoltà, forse non l'ha letto. Mi perdoni ma si parla di ricerca? Di tagli alla ricerca?
L'unico suo pensiero in questo momento dovrebbe essere quello di eccellere e dare il meglio di sé, perché, magari un giorno, potrebbe essere un grande professore di medicina e glielo auguro di cuore e di essere premiata per quanto fa e per quanto ha impegnato della sua vita (e io vorrei che veramente in Italia la smettessimo di credere che tutti i laureti sono geni: chi è bravo va avanti!!!) e magari un giorno potrei essere una sua paziente e da lei mi aspetto il massimo, in fin dei conti a lei ora le risorse per studiare non mancano.
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal seguente:
«433. Al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superino il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato.».
Ps: Nessuno ha risposto alla domanda dei tagli del 46% all'università e ricerca: dove è scritto?
Ps1: ma se doveste pagare di tasca vostra tre insegnanti che ormai formano vostro figlio da tempo (dei quali non vi prendete la briga di sapere se sono bravi o meno, non valutate la loro formazione perché è ormai un dato di fatto) o premiarne uno che eccelle, che fate? Siete così generosi da mantenerli a vita tutti perché è consuetudine? o guardandovi nelle tasche e rendendovi conto che mancano i soldi tagliate le spese? Forse gli studenti non hanno idea di cosa significa far quadrare un bilancio familiare, ma quando e se diventeranno genitori forse cambieranno idea sulle inutili manifestazioni di questi giorni.
Ps2: Anche se non sembra dalle voci che i mass media mettono in giro, questo cambiamento in atto mi fa ben sperare che la scuola pubblica diventi una roccaforte di buona formazione ed educazione per mio figlio.
in apparenza il decreto non sembra inquietante...ma se si legge il piano programmatico, cioè se si va a fondo, magari prendendosi la briga di andare anche da un sindacato, si può capire qulacosa di più....
Porgo la mia esperienza e voi ne trarrete le conclusioni.
Laureata in letttere moderne, non riesco ad abilitarmi, perchè l'accesso alla siss è un vero e proprio terno al lotto, ma ho la fortuna che un meschino istituto paritario accoglie la mia domanda di messa a disposizione...pertanto anche se a certe condizioni, accetto di lavorare, devo farlo per il punteggio...intanto aspetto che si riaprano quanto meno le graduatorie di terza fascia...ma proprio oggi ho saputo che la Gelmini le farà si riaprire a marzo (così mi sembra) ma solo per aggiornamenti e non per nuovi inserimenti.E allora io che fine farò? Dopo anni di studi e lavoro schiavistico (le polacche stanno molto meglio di me) dovrò forse prendere la saggia decisione di fare una bella valigia verso nord????Si paventa l'ipotesi di un mega concorso nel 2012, al quale potranno partecipare tutti, ma chi è già vincitore, cosa farà deve concorrere nuovamete? Per allora sarà una vera gara a chi accumulerà titoli e punteggi, per cui non ti basterà più superare il concorso a pieni voti, perchè ci sarà sempre qualcuno (abilitati, vincitori di concorsi con anni di servizio) che avrà più punti di te...Mi chiedo se non sarà il caso di rinunciare, buttare via la propria laurea, costata per quanto mi riguarda un sacrificio non indifferente, e accontentarsi di fare anche la commessa...ma neanche lì ti prenderanno, in quel caso avrei troppi titoli...e forse anche troppi anni!!!Scusate lo sfogo pessimista leopardiano!!!
io piu leggo il testo e anche il piano programmatico e meno capisco tutto cio che sta succedendo in Italia in questi giorni!!!
tanto per cambiare siamo la barzelletta d'Europa.
la sinistra demagogica e bugiarda da una parte e i media di (dis)informazione dall'altra, ma quello che piu mi sciocca é l'appoggio priori di questa classe docente che appoggia le proteste.Smettiamola di fare i pagliacci e pensiamo al contenuto dei piani di studi delle nuove generazioni.Sopra qualcuno diceva che forse toglieranno musica dalla scuola media, dio mio che dramma non fare 2 ore di flauto alla setimana...qualcuno puo spiegarmi a cosa serve???non sarebbe meglio invece cambiarlo o per storia della musica o se qualcuno ci mette un po di sale della propria zucca seplicem,ente cambiarlo per ore di matematica o inglese o informatica, o perche no storia.provate a fare qualuncue domanda di storia contemporanea post 2ª guerra mondiale a qualuncue ragazzin@ di 15 o 17 anni e sorprendetevi della sua ignoranza.
perche invecedi fare i buffoni in piazza non confessano che invece della scuola non gliene frega proprio niente, e che questa é solo la scusa per nn andarci!!!
vergogna
Alexia Gonzales Rojas Battistini
io credo che ci siano due ordini di problemi:
1- il maestro unico oggi non è più efficace. a quanti dicono di essere cresciuti meglio con il maestro unico (io compreso) ricordo che c'era tutto un altro mondo anni fa ed oggi molto di tutto ciò è cambiato. non si può pensare di continuare a crescere con metodi vecchi.
2- questioni economiche/tagli. è la vera problematica e non è contenuta nell'articolo di questa riforma ma spalmata su finanziaria o altri decreti legge (vedasi STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA)...così si fa fatica a sommare i tagli e in televisione si continueranno a fare le solite guerre sui numeri. certo è che si parla di 8 miliardi di taglia alla scuola (di cui 1.5 nelle università) in 3 anni. quello che proprio non sopporto è che si voglia approfittare del momento economico di difficoltà per smontare un sistema tagliandogli le gambe. la scuola pubblica è vero presenta molti aspetti problematici, ma questa riforma non ne risolve nemmeno uno!per esempio si parla tanto della mancanza di meritocrazia nel settore, ma quali sono le norme che risolvono questo problema???credono di risolvere i problemi semplicemente tagliando i costi? se non risolvono il problema alla base avremo le stesse strutture di ieri ma destinate ad offire una educazione di sempre più basso livello, causa mancanza di risorse adeguate. e allora che faremo? semplice, la strada verso le scuole private è aperta...
i licenziamenti? non si possono licenziare i pubblici...ma i precari non sono assunti, giusto? quindi non verranno più chiamati, non è vero che verranno licenziati, "c'è una bella differenza"!!!
concludo: la gelmini pretende di essere ministro dell'istruzione dopo aver superato/rubato l'esame di avvocato a Reggio Calabria???è RIDICOLO, come si può avere fiducia in una persona pronta a fregare il sistema? (per chi non ricorda potete seguire questo link: http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_04/stella_dbaef098-7a47-11dd-a3dd-00144f02aabc.shtmln)
Alexia,
2 ore di flauto la settimana non servono, come non servono 2 ore di ginnastica la settimana (ridotte poi a poco più di una, tra spostamenti, cambi ecc...). Casomai sarebbe da farne 3 o 4 di ore, insegnando (come hanno fatto a scuola mia), la storia, gli autori e a leggere decentemente il pentagramma. Sul fatto che tu non ritenga educativo l'insegnamento della musica sinceramente a noi non interessa molto... ma visto come ti esprimi, probabilmente avrebbero dovuto rimpiazzare le ore di musica con quelle di grammatica italiana. Condivido il fatto che i ragazzi delle superiori in piazza ci vadano per saltare le lezioni e basta.
Anch'io non trovo niente di preoccupante sul testo di legge e non mi spiego tutta questa movimentazione di PROFESSORI UNIVERSITARI.
la movimentazione universitaria nasce dall'introduzione della possibilità di trasformare le università in fondazioni (...private). nessuno le obbliga, dicono, ma cosa farà un'università senza risorse?lentamente gli vengono sottratti i fondi necessari alla ricerca, nucleo vitale delle università, nascoste dietro slogan di taglio agli sprechi!!! gli sprechi ci sono, ma ancora una volta non si guarda quello che funziona bene o male (se non a parole) e si taglia tutto indistintamente penalizzando anche quelle da sempre si sono dimostrate efficienti. prima si riforma, poi si taglia dove lo si ritiene opportuno, previa attenta valutazioe e DISCUSSIONE in parlamento...non al governo. le leggi si fanno in parlamento. i decreti dovrebbero avereo carattere di estrema urgenza!!!
Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi omaggiori oneri a carico della finanza pubblica.(ovvero 0 soldi in più alle scuole dallo stato)
Art. 16.Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università
1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.(tratto dal decreto 133)
Con i punti qui sopra descritti si privatizzano le università e si dà ai futuri proprietari di decidere riguardo alle finanze, addirittura con l'esenzione dal pagamento delle tasse.
a decorrere dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI e' soppressa.(sempre dal 133)
Ecco il taglio ai fondi per la ricerca alle università, dato che i soldi della fondazione IRI andranno a finire altrove:
- le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data, ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
Ecco fatto, vi manca ancora qualcosa?
mah, io abolirei proprio tutto il sistema universitario. un parcheggio a tempo pieno. e questi cretini che si lamentano a Ballarò che i soldi vanno alle banche...semmai dovessero riuscire a laurearsi in tempo utile per la pensione, a chi andranno a bussare per avere un lavoro? allo stato o ai privati? allora, vogliamo rimettere in moto l'economia o diventare tutti professori? ma studiate, studiate, imparate qualcosa piuttosto che lamentarvi continuamente spendendo i soldi degli altri! da che mondo è mondo si fanno le okkupazioni e le manifestazioni studentesche dove il 90% dei protestanti sa solo che si sciopera "per la legge 133", ma non sa neanche che cavolo sta dicendo. è un giorno di festa...come tanti altri!
i ricercatori li fanno cani e porci, diciamo la verità!
prima di parlare dovreste conoscere il mondo di cui parlate...
1- molti dei migliori ricercatori vanno all'estero perchè in italia il sistema fa schifo (e non sta cambiando)
2- quelli che restano lavorano con assegni da operai che riceveranno in via posticipata e con contratti di anno in anno!
se ci si riferisce ai soliti casi di nepotismo, vi ricordo che ci sono ovunque, mi fanno schifo, ma fanno parte della nostra cultura di merda che da sempre ci accompagna (dal politico al singolo cittadino che si farebbe in quattro pur di favoreggiare un amico, giusto o sbagliato che sia, nei confronti di tutti!)
inoltre, come ho già scritto, il vero nodo della questione non sono i cambiamenti del sistema universitario, ma i tagli previsti dal ministero alla scuola pubblica. i tagli sono oggettivi, non si possono discutere. Quello che vorrei che si capisse è che non è con i tagli che si risolvono i problemi...o meglio, i tagli potevano iniziare a farli dove avevano promesso (diminuzione di ministri-parlamentari, spese della camera e deputati, spese per continuare a mantere alitalia,ecc. ecc. ecc. ecc.). come dico sempre, almeno avessero il coraggio di ammettere che la questione è solo economica, e che della scuola non stanno sistemando nulla...ma proprio nulla!
quindi, grazie, ma i ricercatori "cani e porci" continueranno ad esistere. spariranno solo quelli più deboli e volenterosi i quali potranno lavorare a costo 0!
Il problema è esposto molto chiaramente su questo blog,leggendo attentamente s vedono persone che facendo un collage di testi o parti di leggi si autoconvincono di trovare il vero problema di questa discussa legge,pur non rendendosi conto che leggendo attentamente questi "taglia e cuci" si smentiscono automaticamente da soli!..
Invito tutti davvero alla lettura e soprattutto ad una riflessione personale..E' ora di crescere nella scuola, basta con questo boicottaggio sinistroide, non ne abbiamo piu voglia e non possiamo piu essere derisi nel resto del globo.Informatevi sul nostro livello scolastico in generale rispetto al resto d'europa..( es.Focus ottobre) Basta essere derisi!!
Manifestare è lecito ed un diritto, ma non possimamo avere solo diritti senza doveri.
Ora a STUDIARE!!!
http://peppegenchi.blogspot.com/2008/10/testo-gelmini-tagli-ecomici-e-di.html
per chi avesse ancora dubbi.
il problema principale (che forse anche qualcuno tra gli oppositori della legge che scrive qua non ha chiaro) è che con questa legge si attua nell'ambito della scuola il decreto 25 giugno 2008,n.112,convertito dalla legge 6 agosto 2008,n.133. Quella è la normativa che bisogna leggere per comprendere il motivo della protesta della scuola e ancor più dell'università! Leggendo gli art.15,16,64 (in particolare commi 2,4 e 6),66 (in particolare commi 7 e 13) si vede,infatti, cosa implica la legge Gelmini (tagli mostruosi) e perchè il mondo scolastico e quello accademico si oppongono
La maggior parte della gente pensa che gli studenti siano in piazza solo per gridare. NON E' ASSOLUTAMENTE VERO. Sappiamo bene cosa vogliamo. Che questa legge vada rivista.
Chi è contro queste manifestazioni è un frustrato perchè probabilmente o è sempre stato leccaculo di una certa parte politica oppure è stanco di arrivare tardi al lavoro la mattina.
Coloro che protestano NON SONO LA MINORANZA. Ficcatevelo in testa.
io da studente liceale volevo solo sottolinare che se le mie intenzioni fossero solo quelle di saltare la scuola non manifesterei ma rimarrei a dormire , figuriamoci poi manifestare di pomeriggio , seguire lezioni svolte all'aperto , spostarmi in altre città per unirmi ai cortei o andare a studiare all'occupazione pomeridiana . Basta con questi pregiudizi! GLI STUDENTI CHE SCENDONO IN PIAZZA LO FANNO PROPRIO PER ASSICURARSI IL LORO DIRITTO A UNA BUONA ISTRUZIONE
p.s. in ogni manifestazione a cui ho partecipato la base è stata l'informazione dei partecipanti e la lettura pubblica del testo della legge quindi si smetta anche di dire che chi scende in piazza non sa nemmeno per cosa sta manifestando!
è vero l'Italia sta diventando ridicola nei confronti degli altri paesi:ma i pimi ad essere ridicoli sono gli appartenenti alla classe dirigente!vogliono farci credere che il loro interesse è quello di risollevare la situazione scolastica italiana ma noi nn siamo stupidi, come loro credono,l'unico interesse che c'è sotto è come sempre quello economico...se tenessero davvero come dicono all'Italia si sacrificherebbe loro in prima persona e non sempre le persone oneste, lavoratrici!è ora di dire basta di farci valere, di lottare per la tanto agoniata repubblica!questo è solo il primo passo della classe dirigente che ci distruggerà sempre di più....destra o sinistra fa lo stesso.. fin quando rimarranno al potere quelle persone l'Italia non cambierà mai!!!!!!!!dobbiamo fargli capire che il potee è nelle nostre manie che se siamo lavergognadell'Europa la colpa èinnanzitutto dei politici.....non si rendono conto che fare politica significa in Italia organizzare un Paese eliminando le disuguaglanze e tuteando i diritti e gli interessi di tutti!!!!!!!!!
Scusate,ma dove si parla di tagli alla ricerca?...ma è possibile che tutti parlino di questi tagli alla ricerca e nessuno sappia dirmi dove se ne parla all'interno della legge?!
finalmente qualcuno che legge si informa e poi parla!
Per la strada ci sono un mucchio di ignoranti.
L'unica cosa su cui non sono daccordo di questo decreto è l'eliminazione dell'insegnante specifico di inglese, perchè non tutti sono portati e sarebbe più qualificato.
Ma in ogni caso si sta parlando di bambini delle elementari.
Non si capisce davvero tutto stò casino per tagli che non ci sono e università che non viane toccata. mah!
I tagli sono contenuti esclusivamente nella finanziaria, pertanto non sono sottoponibili a referendum come vuole fare credere Di Pietro. Vorrei ricordare a proposito dell'universita' che: 1 l'universita' italiana produce meno laureati del Cile. 2 non c'e' una universita' italiana tra le migliori 150 al mondo. 2 327 facolta' non superano i 15 iscritti!!!! 3 Ci sono 5 universita' importanti con buchi di bilancio enormi (guarda caso dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato se fossero aziende private al licenziamento in tronco di chi le gestisce. 4 in italia ci sono 5500 corsi di laurea, in Europa la meta'. 5 170.000 materie insegnate contro le 90.000 della media europea. 6 negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato, ma i promossi sono stati 26.000!!! nel 99,3% dei casi senza posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di Euro. 7 i ragazzi sono sottoposti ad un numero di ore di lezione TRIPLO rispetto alla media europea allo scopo di trovare giustificazione ai corsi fatti solo per dare cattedre. E' abbastanza cio' perche' gli illuminati di sinistra che hanno commentato su questo blog capiscano che ci sono troppi sprechi?? spero di si. Stefano da Chieti
Mi chiamo Deborah e faccio la 4^ liceo.
Io SONO andata a scuola per tutto questo tempo e sono FIERA di averlo fatto. Non come le mie compagne che hanno passato dalle 8.00 alle 8.20 a distribuire volantini (cronometrate dalla finestra) e poi sono andate dal parrucchiere... (lo hanno ammesso loro stesse..) Per non parlare dei prof che hanno approfittato del ponte per farsi una mini-vacanza... (anche questo ammesso..) Ma che tristezza!!
"il problema principale (che forse anche qualcuno tra gli oppositori della legge che scrive qua non ha chiaro) è che con questa legge si attua nell'ambito della scuola il decreto 25 giugno 2008,n.112,convertito dalla legge 6 agosto 2008,n.133. Quella è la normativa che bisogna leggere per comprendere il motivo della protesta della scuola e ancor più dell'università! Leggendo gli art.15,16,64 (in particolare commi 2,4 e 6),66 (in particolare commi 7 e 13) si vede,infatti, cosa implica la legge Gelmini (tagli mostruosi) e perchè il mondo scolastico e quello accademico si oppongono"
In risposta:
DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008 , n. 112
Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione Tributaria.
Capo V
Istruzione e ricerca
Art. 15.
Costo dei libri scolastici
1. A partire dall'anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della
normativa vigente e fatta salva l'autonomia didattica nell'adozione
dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto
dell'organizzazione didattica esistente, i competenti organi
individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o
in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi
disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a
seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.
2. Al fine di potenziare la disponibilita' e la fruibilita', a
costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte
delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un
triennio, a decorrere dall'anno scolastico 2008-2009, i libri di
testo per le scuole del primo ciclo dell'istruzione, di cui al
decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di
istruzione secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a
stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall'anno
scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente
libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o
mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all'adozione di
strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.
3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle
Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati
in sezioni tematiche, corrispondenti ad unita' di apprendimento, di
costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e
integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sono determinati:
a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione
a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;
b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle
versioni on line e mista;
c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti
di spesa dell'intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola
secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali
dell'autore e dell'editore.
4. Le Universita' e le Istituzioni dell'alta formazione artistica,
musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano
linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.
Capo V
Istruzione e ricerca
Art. 16.
Facolta' di trasformazione in fondazioni delle universita'
1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto
delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica,
organizzativa e finanziaria, le Universita' pubbliche possono
deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto
privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato
accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La
trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo
a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti
attivi e passivi e nella titolarita' del patrimonio dell'Universita'.
Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita,
con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprieta' dei beni immobili
gia' in uso alle Universita' trasformate.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e
tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e
perseguono i propri scopi secondo le modalita' consentite dalla loro
natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicita'
della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di
utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili
derivanti dallo svolgimento delle attivita' previste dagli statuti
delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al
perseguimento degli scopi delle medesime.
5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalita' a favore
delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte
indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono
interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari
notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni
universitarie sono ridotti del 90 per cento.
6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati
lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilita' delle
fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto
del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto
puo' prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi
soggetti, pubblici o privati.
7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo
per l'amministrazione, la finanza e la contabilita', anche in deroga
alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti
pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti
dall'ordinamento comunitario.
8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale,
organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal
presente articolo.
9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie
assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con
periodicita' annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento
pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini
perequativi, l'entita' dei finanziamenti privati di ciascuna
fondazione.
10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi
dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza
dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni
universitarie secondo le modalita' previste dalla legge 21 marzo
1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta
gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di
amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca nomina un Commissario straordinario
senza oneri aggiuntivi a carico del Bilancio dello Stato, con il
compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei
mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori
dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.
13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di
lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si
applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di
entrata in vigore della presente norma.
14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le
disposizioni vigenti per le Universita' statali in quanto compatibili
con il presente articolo e con la natura privatistica delle
fondazioni medesime.
Capo V
Istruzione e ricerca
Art. 17.
Progetti di ricerca di eccellenza
1. Al fine di una piu' efficiente allocazione delle risorse
pubbliche volte al sostegno e all'incentivazione di progetti di
ricerca di eccellenza ed innovativi, ed in considerazione del
sostanziale esaurimento delle finalita' originariamente perseguite, a
fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili, a decorrere
dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI e' soppressa.
2. A decorrere dal 1° luglio 2008, le dotazioni patrimoniali e ogni
altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data,
ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla
Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e'
disposta l'attribuzione del patrimonio storico e documentale della
Fondazione IRI ad una societa' totalitariamente controllata dallo
Stato che ne curera' la conservazione. Con il medesimo decreto potra'
essere altresi' disposta la successione di detta societa' in
eventuali rapporti di lavoro in essere con la Fondazione IRI alla
data di decorrenza di cui al comma 1, ovvero altri rapporti giuridici
attivi o passivi che dovessero risultare incompatibili con le
finalita' o l'organizzazione della Fondazione Istituto Italiano di
Tecnologia.
4. Le risorse acquisite dalla Fondazione Istituto Italiano di
Tecnologia ai sensi del precedente comma sono destinate al
finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla
realizzazione, sul territorio nazionale, di progetti in settori
tecnologici altamente strategici e alla creazione di una rete di
infrastrutture di ricerca di alta tecnologia localizzate presso
primari centri di ricerca pubblici e privati.
5. La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia provvedera' agli
adempimenti di cui all'articolo 20 delle disposizioni di attuazione
del codice civile.
Capo VI
Liberalizzazioni e deregolazione
Art. 18.
Reclutamento del personale delle societa' pubbliche
1. A decorrere dal sessantesimo giorno successivo all'entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, le
societa' che gestiscono servizi pubblici locali a totale
partecipazione pubblica adottano, con propri provvedimenti, criteri e
modalita' per il reclutamento del personale e per il conferimento
degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3
dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001.
2. Le altre societa' a partecipazione pubblica totale o di
controllo adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalita' per
il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi
nel rispetto dei principi, anche di derivazione comunitaria, di
trasparenza, pubblicita' e imparzialita'.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano
alle societa' quotate su mercati regolamentati.
A coloro i quali nn capiscono i motivi della protesta:
MA CE L'AVETE UN CERVELLO O NO?!! Tagliare sull'università significa tagliare sul futuro dell'Italia! E poi se credete che nn ci sia nulla di grave nel rendere le università PUBBLICHE delle fondazioni private allora siete proprio degli idioti. Da queste risposte risulta chiaro perchè siamo governati da una massa di ladri ignoranti. Non vi domandate perchè siamo lo zimbello di tutta l'Europa?!!(e non solo)
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commenta pure nessuno è stato mai censurato. Nemmeno quelli che insultano. Tanto so come andarli a beccare.